La malattia di Parkinson è un disordine neurodegenerativo cronico e progressivo i cui sintomi principali includono tremore, rigidità muscolare, bradicinesia e instabilità posturale. La causa risiede nel processo di deplezione, a livello del sistema nervoso centrale, della dopamina, un neurotrasmettitore che permette l’invio dei messaggi tra cervello e muscolatura volontaria. Al progredire della malattia si associa la comparsa di altri sintomi, incluse disfagia, difficoltà gastrointestinali, depressione, demenza.

 

In occasione della giornata nazionale della malattia di Parkinson é utile ricordare che negli stadi medio-avanzati della malattia si possono presentare sintomi correlati ai disturbi che interessano le abilità deglutitorie e le funzioni del sistema pneumo-fono-articolatorio. Spesso gli stessi pazienti e i loro familiari non sono consapevoli di tali disturbi, o non li riconoscono come associati al proprio quadro clinico.

La presa in carico logopedica nella malattia di Parkinson é incentrata su tre aspetti:

  1. Difficoltá comunicativo-linguistiche; in particolare disartria ipocinetica, correlati comunicativi dei disturbi cognitivi e disfonia
  2. Difficoltá masticatorie e deglutitorie
  3. Difficoltá nel controllo della scialorrea secondaria alla ridotta attività deglutitoria

 

A livello comunicativo e linguistico, sintomo frequente è un’alterazione della funzionalità dell’apparato pneumo-fono-articolatorio, per cui azioni automatiche quali il parlare e l’utilizzare la voce nella quotidianità possono diventare molto complesse e problematiche, fino ad assumere una connotazione del tutto negativa nel vissuto del soggetto. La disartria ipocinetica comporta spesso difficoltà ad iniziare il discorso oltre ad un eloquio monotono e privo di coloriture emotive, fino a risultare scarsamente intelligibile.

La comparsa di disfagia, ossia un’alterazione quali/quantitativa della dinamica deglutitoria,  rispetto a cibi solidi e/o liquidi, comporta generalmente un allungamento del tempo del pasto e frequenti episodi in cui il cibo “va di traverso”. Ciò ha ricadute notevoli sulla possibilità di alimentarsi in sicurezza e può comportare la perdita del piacere che contraddistingue il momento del pasto. Per quanto concerne l’abilità masticatoria il rallentamento motorio che caratterizza la malattia può riflettersi in difficoltà legate alle fasi preparazione extraorale e orale del cibo, e nella complessiva lentezza nel consumo degli alimenti. Nei casi più avanzati si può arrivare fino all’incapacità di alimentarsi autonomamente.

Tra gli altri fattori che rivestono un ruolo nella perdita di adeguate capacità alimentari si annoverano anche perdita di olfatto e di gusto, bocca secca o al contrario scialorrea (eccessiva salivazione). Quest’ultima, dovuta in primo luogo ad un’alterazione del sistema nervoso centrale, si correla anche con il globale scadimento delle abilità motorie del distretto buccale e la riduzione del numero di deglutizioni al minuto. L’accumulo di secrezioni salivari e la loro maggiore permanenza nella bocca aumenta il rischio di infezioni del cavo orale.

Cosa fare?

Ad oggi le opzioni terapeutiche includono

  • terapia farmacologica (dopamino-agonisti, levodopa),
  • terapia neurochirurgica (stimolazione cerebrale profonda DBS-STN);
  • terapia motoria riabilitativa per il corpo e per le funzioni comunicative e deglutorie.

Attualmente il trattamento riabilitativo comunicativo può contare su diversi metodi, tra i quali il LSVT (Lee Silverman Voice Treatment ), raccomandato dal Ministero della Salute, la cui efficacia è stata dimostrata da diversi trial randomizzati con controllo.

Per ciò che concerne la deglutizione invece, le attuali linee guida riportano che in casi di dubbio il paziente debba essere valutato per determinare la presenza del disturbo disfagico e per stabilire l’eventuale necessità di un trattamento. Ciò nell’ottica di prevenire in primo luogo episodi di polmonite “ab ingestis”, una delle più importanti cause di morte nella fase finale della malattia.

 

 

Nei casi in cui si verifichino frequentemente episodi di difficoltà legate all’alimentazione e/o all’idratazione, è dunque consigliato non solo informare il proprio medico ma anche richiedere un counseling o una valutazione a un logopedista.

Per altre informazioni e consigli, o per richiedere una consulenza é possibile scrivere a studiomatilde@gmail.com oppure chiamare o scrivere al +39 339 4401400.

 

 

Link utili

Per pazienti e caregivers:

https://www.fondazionelimpe.it/

https://www.parkinsongiovani.com/informare

Per professionisti:

http://www.amge.it/wp/wp-content/uploads/2016/07/LineeGuidaLogopedia-Olandesi-tradotte-in-italiano.pdf