L’idea che la musica e la matematica siano strettamente interconnesse non è una novità: Pitagora, nella creazione di uno strumento chiamato monocordo, capì che una corda messa in vibrazione produce un suono la cui “altezza” percepita dall’orecchio umano è in stretta relazione con la lunghezza della corda stessa.

Concetti come alto-basso, sopra-sotto, prima-dopo, la capacità di sequenziare e costruire schemi sono fondamentali per l’apprendimento della matematica e si trovano, al contempo, alla base dei concetti musicali.

Gli esseri umani possiedono la capacità di seguire schemi ritmici sin dall’inizio della vita. Alcuni esperimenti con i neonati ne danno prova in quanto essi si dimostrano capaci di discernere i battiti ritmici da quelli non ritmici (Gembris, 1998). Anche nel primo periodo, mentre galleggiano nell’utero della madre, i movimenti delle loro gambe mostrano degli schemi ritmici, che vanno a tempo con il battito cardiaco della madre (Gruhn, 2005).

Queste prime abilità musicali ritmiche hanno in comune il fatto che il bambino sia capace di riconoscere gli schemi e di correggerli.

Il riconoscimento di schemi è al centro delle caratteristiche che le attività matematiche e musicali condividono.

La musica permette di fare esperienza diretta dei prerequisiti dell’apprendimento della matematica. La relazione tra musica e matematica può dunque essere utilizzata con creatività, fungendo da strumento per supportare i bambini nell’acquisizione dei prerequisiti di calcolo e nel potenziamento delle abilità attentive.

Il progetto Il suono dell’aritmetica si rivolge a bambini di età compresa tra i 5 ed i 9 anni, che vogliano lavorare sull’acquisizione o il potenziamento dei prerequisiti di calcolo. Il percorso si articola in 5 incontri, organizzati con attività che prevedano il coinvolgimento di abilità di complessità crescente, come illustrato di seguito.

1° incontro: prima-dopo, davanti-dietro, grande-piccolo, alto-basso, lungo-corto (schemi motori);
2° incontro: mettere in sequenza, classificare, orientamento spaziale delle forme e oggetti, riconoscere progressioni crescenti e decrescenti, interno-esterno, pieno vuoto;
3° incontro: contare, aggiungere, togliere, rapporto numero/quantità, confronti di quantità, lateralizzazione e riconoscimento destra-sinistra;
4° incontro: risolvere semplici problemi, imparare da errori ed esperienza, analizzare le difficoltà di un compito, selezionare le strategie adatte alla risoluzione, valutare le proprie capacità per imparare da errori;
5° incontro: fatti numerici, tabelline, comprensione delle operazioni, stime di grandezza (lavoro su coordinamento, organizzazione spaziale, esercizi multimodali).

Ogni incontro è, a sua volta, strutturato in modo da creare un clima collaborativo e gioioso, fornendo dapprima le competenze sulle quali si vuole lavorare, per poi metterle successivamente in pratica tramite giochi cooperativi.

 

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